"Quando infine ho trovato il tempo di guardare dentro il cuore di un fiore,
mi si è spalancato un nuovo mondo...
come se si fosse aperta una finestra
per far entrare il sole."

(Principessa Grace di Monaco)
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venerdì 18 marzo 2011

PAPAVERI E PAPERE: TESTO DELLA CANZONE

Papaveri


Su un campo di grano che dirvi non so,
un dì Paperina col babbo passò
e vide degli alti papaveri al sole brillar...
e lì s'incanto'.
La papera al papero chiese
"Papà, pappare i papaveri, come si fa?"
"Non puoi tu pappare i papaveri" disse Papà.
E aggiunse poi, beccando l'insalata:
"Che cosa ci vuoi far, così e' la vita..."



Papera
"Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
e tu sei piccolina, e tu sei piccolina,
lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
sei nata paperina, che cosa ci vuoi far..."


Vicino a un ruscello che dirvi non so,
un giorno un papavero in acqua guardò,
e vide una piccola papera bionda giocar...
e lì s'incantò.
Papavero disse alla mamma:
"Mamma', pigliare una papera, come si fa?"
"Non puoi tu pigliare una papera", disse Mamma'.
"Se tu da lei ti lasci impaperare,
il mondo intero non potrà più dire..."


E un giorno di maggio che dirvi non so,
avvenne poi quello che ognuno pensò
Papavero attese la Papera al chiaro lunar...
e poi la sposò.
Ma questo romanzo ben poco durò:
poi venne la falce che il grano tagliò,
e un colpo di vento i papaveri in alto portò.
Così Papaverino se n'e' andato,
lasciando Paperina impaperata...


1^ Foto: www.selion.it
2^ Foto: www.scuola3d.eu






sabato 5 marzo 2011

L'EDERA CANTATA DA NILLA PIZZI AL FESTIVAL DI SANREMO DEL 1958

Edera avvinta sul muro di una casa


Chissà se m'ami oppure no
chi lo può dire?
Chissà se un giorno anch'io potrò
l'amor capire?
Ma quando tu mi vuoi sfiorar
con le tue mani
avvinta come l'edera
mi sento a te.
Chissà se m'ami oppure no
ma tua sarò.
Son qui tra le tue braccia ancor
avvinta come l'edera
son qui respiro il tuo respiro
son l'edera legata al tuo cuor
sono folle di te e questa gioventù
in un supremo anelito
voglio offrirti con l'anima
senza nulla mai chiedere.
Così mi sentirai così
avvinta come l'edera
perché in ogni mio respiro
tu senta palpitare il mio cuor
finché luce d'amor
sul mondo splenderà
finché m'è dato vivere
a te mi legherò
a te consacrerò la vita.

Se il vento scuote e fa tremar
le siepi in fiore
poi torna lieve a carezzar
con tanto amore
e tu che spesso fai soffrir
tormenti e pene
sussurrami baciandomi
che m'ami ancor.
Lo so che forse piangerò
ma t'amerò.

Son qui tra le tue braccia ancor
avvinta come l'edera
son qui respiro il tuo respiro
son l'edera legata al tuo cuor
sono folle di te e questa gioventù
in un supremo anelito
voglio offrirti con l'anima
senza nulla mai chiedere.
Così mi sentirai così
avvinta come l'edera
perché in ogni mio respiro
tu senta palpitare il mio cuor
finché luce d'amor
sul mondo splenderà
finché m'è dato vivere
a te mi legherò
a te consacrerò la vita.
Son l'edera per te
son l'edera legata a te

Foto: www.trullomammanonna.it

lunedì 28 febbraio 2011

GRAZIE DEI FIORI: IL LINGUAGGIO DELLE ROSE ROSSE IN UN'INDIMENTICABILE CANZONE DEL 1951

Linguaggio rose rosse


Le rose sono tra i tanti fiori che ci attorniano quelle più amate, il loro profumo, gli svariati colori e sfumature attraggono i nostri sguardi.

Le rose sanno scandire la nostra vita fatta di gioia e di amarezza, ci accompagnano nei mesi della primavera ed anche nelle canzoni non mancano i riferimenti a questo magnifico fiore.

Ricordiamo la canzone in cui le rose fanno la loro comparsa ricordando un amore finito: “Grazie dei fiori” che Nilla Pizzi (Adionilla Pizzi; Sant'Agata Bolognese 16 aprile 1919; Milano 12 marzo 2011) portò al successo nel 1951 vincendo il primo Festival di Sanremo.
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